Loredana Sciolla, Paola Maria Torrioni – Sociologia dei processi culturali

Cultura, individui, società
Il manuale fornisce un quadro unitario degli studi sociologici sulla cultura. L’attenzione per lo sviluppo storico della disciplina si accompagna alla descrizione dei più rilevanti fenomeni e processi culturali, senza tralasciare i principali modelli teorici in base ai quali tali fenomeni e processi vengono compresi e spiegati. L’impostazione di fondo si basa sulla distinzione tra cultura e società e sull’analisi bidirezionale del loro rapporto: come la società influenza la cultura e come la cultura influenza la società. Accanto a temi «classici» come l’identità culturale, il consumo, la socializzazione e i processi di globalizzazione della cultura, in questa nuova edizione trovano spazio anche nuovi metodi di studio (ad esempio, i metodi visuali) e nuovi ambiti tematici, fra i quali le pratiche di genere e il corpo, la dimensione culturale del cibo e dell’alimentazione, le industrie culturali. [a cura de il Mulino]

Anna Politkovskja – La Russia di Putin

traduzione di Claudia Zonghetti



La collana dei casi, 62, 2005, 10ª ediz., pp. 293
Temi: ReportageStoria contemporanea

RISVOLTO
Da qualche tempo l’Occidente cerca di tranquillizzarsi sulla Russia presentando Vladimir Putin come un bravo ragazzo volenteroso. Ma ora questo libro di Anna Politkovskaja, giornalista moscovita nota per i suoi coraggiosi reportage sulle violazioni dei diritti umani in Russia, ci svela, in pagine ben documentate e drammatiche, tale autoinganno. Ed è un libro destinato a restare memorabile per la maestria e l’audacia con cui l’autrice racconta le storie (pubbliche e private) della Russia di oggi, soffocata da un regime che, dietro la facciata di una democrazia in fieri, si rivela ancora avvelenato di sovietismo.
Ma non si pensi a una fredda analisi politica: «Il mio è un libro di appunti appassionati a margine della vita come la si vive oggi in Russia» scrive la Politkovskaja. E tanto meno si pensi a una biografia del presidente: Putin resta infatti sullo sfondo, anzi dietro le quinte, per essere chiamato sul proscenio soltanto nel tagliente capitolo finale, dove viene ritratto come un modesto ex ufficiale del kgb divorato da ambizioni imperiali. In primo piano ci incalzano invece squarci di vita quotidiana, grottesca quando non tragica: la guerra in Cecenia con i suoi cadaveri «dimenticati»; le degenerazioni in atto nell’ex Armata Rossa; il crack economico che nel ’98 ha travolto la neonata media borghesia, supporto per un’autentica evoluzione democratica del Paese; la nuova mafia di Stato, radicata in un sistema di corruzione senza precedenti; l’eccidio a opera delle forze speciali nel teatro Dubrovka di Mosca; la strage dei bambini a Beslan, in Ossezia.  

Carlo Baccetti – I postdemocristiani


Dalla dissoluzione della Democrazia cristiana sono nate alcune formazioni politiche – Partito popolare (Ppi), Centro cristiano4democratico (Ccd), Cristiani democratici uniti (Cdu) – che nel 2002 hanno dato vita da un lato all’Unione democratico cristiana e di centro (Udc), dall’altro alla Margherita. Che cosa sappiamo, oggi, su queste due componenti decisive degli schieramenti politici che si confrontano nel nostro paese? Nel volume si mostra come i postdemocristiani abbiano fatto proprio il “partito di correnti” che fu tipico della Dc, incentrato sulle reti di potere personale facenti capo ai notabili locali. Questa tradizione, però, è stata innovata attraverso il modello del “partito in franchising”: i leader nazionali si occupano di pubblicizzare e vendere ai potenziali elettori-acquirenti il “marchio” del partito sui mass media, mentre dirigenti, parlamentari e amministratori locali hanno una notevole autonomia nel gestire la “rete commerciale” sul territorio (sezioni, circoli, comitati provinciali e regionali ecc.). Dalla ricerca emerge poi, documentata con materiali inediti, la meridionalizzazione che contrassegna le strutture organizzative e l’elettorato dei due partiti, i cui “azionisti di maggioranza” sono le regioni del Sud, in particolare la Sicilia per l’Udc, la Campania e la Calabria per la Margherita. In questo scenario, quali prospettive si aprono per l’Udc dopo l’uscita di Marco Follini e lo “sganciamento” dalla tutela di Berlusconi voluto da Casini? E, sull’altro versante, quali saranno gli effetti che il modello di partito della Margherita potrà avere sulla nascita e sul consolidamento del Partito democratico? [a cura de il Mulin, Studi e Ricerche, 2007]

Pier Paolo Pasolini – Petrolio

Quando fu ucciso, Pier Paolo Pasolini stava ultimando un romanzo assai singolare, sia per la forma che per i contenuti. Lo aveva intitolato Petrolio, folgorato da questa parola mentre leggeva un articolo di giornale. Da poco c’era stata la prima “crisi petrolifera” e l’oro nero, il Vello d’oro di oggi, per il quale si fanno guerre e viaggi in Oriente, come quello che fece Giasone con gli Argonauti (l’associazione tra l’oggi e il mito è in Petrolio), arroventava gli affari e la politica.

"Petrolio" di Pier Paolo Pasolini. Copertina

Enrico Mattei presidente dell’Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) era stato fatto morire in un finto incidente aereo. Gli era succeduto Eugenio Cefis che di lì a poco si lanciò anche nel settore petrolchimico, scalando la Montedison con fondi pubblici, e diventandone presidente. Molte altre morti misteriose funestavano il paese, tra cui quella di Mauro de Mauro, giornalista dell’”Ora” di Palermo che aveva fatto indagini sull’omicidio di Mattei. Nel frattempo scoppiavano bombe e divampava la “strategia della tensione”. Nasce allora anche la famigerata loggia P2, con il suo programma spregiudicato e criminale di controllo del potere attraverso i media e le stragi. Cefis ne era stato il fondatore. a cura di http://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/ [Continua]   

Dina Esfandiary, Ariane Tabatabai – Triple Axis

Triple Axis racconta la rinnovata convergenza tra Cina, Russia e Iran, le tre potenze che stanno lanciando con decisione una sfida all’unipolarismo statunitense e alla sua egemonia globale. Il libro, tempestivo e intrigante, osserva dapprima i settori della cooperazione tra questi paesi – energia, affari militari e commercio – per arrivare a analizzare il grande nodo delle divergenze: la politica estera. Sullo sfondo, un messaggio chiaro: l’ascesa di questi attori, portatori di un modello alternativo all’ordine liberale occidentale, avrà un impatto decisivo sulle relazioni internazionali dei prossimi anni.      

Shoshana Zuboff – The Age of Surveillance Capitalism

Da Pokemon Go alle smart homes, la nuova economia delle grandi industrie tecnologiche ruota attorno a un concetto di cui sentiremo parlare sempre più spesso: il capitalismo della sorveglianza. Per l’autore di The Age of Surveillance Capitalism siamo di fronte a una rivoluzione epocale che ambisce a fare dell’esperienza umana, della sua lettura e modellizzazione, la materia prima di pratiche commerciali, estrattive e previsionali che generano enormi profitti. Grazie a questo libro che attinge con cognizione da materie come psicologia, sociologia e teoria della politica per spiegare il fenomeno, si comprenderà come già oggi – e forse irrimediabilmente – il “capitalismo della sorveglianza” condizioni il modo in cui l’umanità comprende e si relaziona con il mondo.

Daniel Trilling – Lights in the Distance

Nel 1990 solo venti paesi al mondo avevano costruito muri lungo i loro confini. Trent’anni dopo, questo numero è salito a settanta. Allo stesso modo, anche le frontiere dell’Unione europea stanno diventando sempre più militarizzate. Quello di Daniel Trilling è uno studio illuminante e appassionato sulle conseguenze che il rafforzamento delle frontiere può avere su chi quelle frontiere vuole, o deve, attraversare.    

Kerry Brown – China’s Dream

Il Partito Comunista Cinese non è solo una istituzione politica, ma anche un movimento culturale. Secondo l’autore di China’s Dream, a fronte della crisi di valori innescata in Cina dallo storico passaggio dal collettivismo al capitalismo, il Partito si è trovato obbligato a cercare soluzioni a una serie di naturali tensioni e resistenze al cambiamento, spesso attraverso strategie contrastanti o controintuitive che però, almeno fino a oggi, hanno funzionato. Kerry Brown analizza la trasformazione economica cinese non soltanto da un punto di vista empirico, misurandone l’efficacia con indicatori economici e sociali, ma si fa carico di un compito più arduo e coraggioso: quello di offrirne una lettura ampia e interdisciplinare, l’unica in grado di raccontare, e spiegare fino in fondo, la profonda rivoluzione culturale portata avanti dal PCC.

Felwine Sarr – Afrotopia

Permeata da luoghi comuni e stereotipi consolidati, la narrazione occidentale sul futuro del continente africano ha oscillato, negli ultimi anni, tra un pessimismo assoluto e un eccessivo ottimismo.



Nel suo Afrotopia, un testo prezioso e innovativo pubblicato anche in italiano, lo scrittore e filosofo senegalese Felwine Sarr introduce una prospettiva diversa, basata sul tentativo di ripensare l’Africa su basi autonome, a partire dalle sue immense risorse relazionali, culturali e sociali. 

Dimitar Bechev – Rival Power: Russia in Southeast Europe

In Rival Power Dimitar Bechev racconta l’eterna competizione geopolitica tra Russia e Occidente nell’Europa sud-orientale, specialmente nei Balcani. Mentre i nostri occhi sono puntati sull’influenza che il Cremlino prova a esercitare nel mondo attraverso una politica sempre più assertiva, l’autore riesce nell’intento di fornire al lettore una visione bilanciata e non convenzionale del ruolo di Mosca in una regione, quella balcanica, troppo spesso dimenticata.