Dario Fabbri – Geopolitica umana. Capire il mondo dalle civiltà antiche alle potenze odierne

di Dario Fabbri (Autore)

Gribaudo, 2023

Descrizione

«In formula: la geopolitica umana studia l’interazione tra collettività collocate nello spazio geografico calandosi nello sguardo altrui. Oggetto della sua analisi sono le aggregazioni umane, in ogni realizzazione storica. Tribù, póleis, comuni. Fino all’epoca corrente, dominata dagli Stati-nazione, dagli imperi. Mai i singoli individui. Tantomeno i leader. Ritenuti irrilevanti, mero prodotto della realtà che pensano di determinare. Nella migliore accezione, soggetti che incarnano lo spirito del tempo.»

«L’approccio alla storia di Dario Fabbri mi ricorda Tolstoj.» – Paolo Nori

«Come il maestro Manzi insegnava l’italiano, Fabbri insegna la geopolitica agli italiani.» – Pietrangelo Buttafuoco
Un libro frutto degli studi e del personalissimo approccio di Dario Fabbri, che racconta di una geopolitica “umana”, intessuta con discipline quali l’antropologia e la psicologia collettiva, ma anche strettamente connessa con la profondità storica, l’etnografia e la linguistica, luogo in cui le parole si fanno campo di battaglia e che quindi segnala “traumi e invasioni, conquiste e seduzioni”. Una geopolitica da utilizzare come «lente graduata per vincere la miopia, prisma prezioso per scrutare le questioni del nostro tempo. Con l’obiettivo di comprendere cosa può scalfire il sistema che abitiamo, quale potenza possiederà il futuro, in quali contesti si deciderà la lotta per l’egemonia, quali effetti avrà sul nostro Paese.»

Valentine Lomellini – Il “lodo Moro” Terrorismo e ragion di Stato 1969-1986

Edizione: 2022, V rist. 2022
Pagine: 224
Collana: Storia e Società
ISBN carta: 9788858146705
ISBN digitale: 9788858148068
Argomenti: Attualità politica ed economica, Storia contemporanea, Storia d’Italia

Dalla ‘prigione del popolo’ dove era stato rinchiuso dalle Brigate rosse nel 1978, Aldo Moro chiedeva di trattare per la sua liberazione, svelando che questa era una prassi abituale per i terroristi palestinesi arrestati in Italia. Da allora, per «lodo Moro» si intende l’accordo che consentiva ai palestinesi di utilizzare il territorio italiano come base per armi e guerriglieri in cambio della garanzia di preservare la penisola dagli attentati.
Il «lodo» non fu certo solo riferibile alla figura di Moro: esso coinvolse i principali esponenti della DC e del PSI (da Rumor a Taviani, da Andreotti a Craxi), alcuni magistrati e persino la Presidenza della Repubblica. Ma il «lodo» quale sicurezza garantiva? Quella legata all’incolumità dei cittadini dagli attentati o quella dello Stato, assicurando approvvigionamenti energetici in tempo di shock petrolifero e stabilità sul fronte sud del Mediterraneo? La classe dirigente italiana si trovò a fare i conti con questo dilemma in una delle fasi più difficili della storia repubblicana. Lungi dall’essere una vicenda riservata ai servizi segreti, il «lodo» fu una politica dello Stato italiano. Ed è con questo fatto storico che il nostro Paese deve fare i conti.

Davide Caselli – Esperti. Come studiarli e perché

Copertina Esperti

DAVIDE CASELLI

Esperti

Come studiarli e perchè

In molti campi della vita quotidiana la relazione tra esperti, mondo politico-amministrativo e società civile è all’ordine del giorno. Che si tratti di un governo di tecnici che indica la ricetta per coniugare crescita economica e coesione sociale, di un climatologo che afferma una nuova verità sul surriscaldamento globale, o di un virologo che stila un decalogo per evitare contagi: in ciascun caso è necessario considerare la natura sociale, e dunque contraddittoria e conflittuale, della conoscenza e del suo impiego. Che potere è quello degli «esperti»? In che modo vengono plasmate le categorie tecniche che essi utilizzano? Come gli esperti agiscono sulle rappresentazioni e sulle organizzazioni sociali? Davide Caselli svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca. Si occupa di expertise, finanziarizzazione e politiche sociali. È membro del Laboratorio di sociologia dell’azione pubblica Sui Generis e del Collettivo per l’Economia Fondamentale.

Galit Atlas – L’eredità emotiva. Una terapeuta, i suoi pazienti e il retaggio del trauma

L' eredità emotiva. Una terapeuta, i suoi pazienti e il retaggio del trauma - Galit Atlas,Paola Merlin Baretter - ebook

Le persone che amiamo e quelle che ci hanno cresciuto vivono dentro di noi. Proviamo il loro dolore emotivo, sogniamo i loro ricordi: questo dolore e questi ricordi plasmano la nostra vita in modi che non sempre riconosciamo. L’eredità emotiva racconta di segreti familiari che ci impediscono di esprimere appieno le nostre potenzialità: come fantasmi che continuano a tormentarci, quei segreti producono una discontinuità tra quello che desideriamo e quello che siamo in grado di raggiungere. Galit Atlas intreccia le storie dei pazienti con la propria e con decenni di ricerca per aiutarci a identificare il nesso tra le difficoltà della nostra vita e l’“eredità emotiva” che portiamo dentro di noi. Solo seguendo le tracce lasciate da quei fantasmi potremo davvero imprimere un corso diverso al nostro destino.

AA. VV. – Attacco all’Ucraina


Sandro Teti Editore
AA. VV. – Attacco all’Ucraina
a cura di Sandro Teti e Maurizio Carta
Nicolai Lilin, Giulietto Chiesa, Lucio Caracciolo, Carlo Freccero, Aldo Ferrari, Franco Cardini, Fausto Biloslavo, Paolo Calzini, Stefano Bruno Galli, Maurizio Carta: pareri autorevoli che raccontano le contraddizioni della crisi ucraina. Una cronaca efficace, essenziale per comprendere l’evoluzione del conflitto in corso.

Antonio Damasio – Sentire e conoscere

Traduzione di Isabella C. Blum


Piccola Biblioteca Adelphi, 774, 2022, pp.211
Temi: Scienze cognitiveNeuroscienze

RISVOLTO
«Qualsiasi teoria cerchi di spiegare l’esistenza delle menti e della coscienza ignorando il sistema nervoso è destinata al fallimento … D’altra parte, qualsiasi teoria si appoggi esclusivamente sul sistema nervoso … è destinata a fallire anch’essa». Riprendendo e rielaborando le acquisizioni della sua ricerca sperimentale, Antonio Damasio condensa qui, in un’incalzante esposizione, ogni aspetto dell’«intelligenza biologica» che caratterizza gli organismi viventi. In particolare, analizzando i passaggi evolutivi attraverso i quali si sono via via differenziate le varie forme di quell’intelligenza, delinea in modo inedito la differenza tra «concetti insidiosi» come mente e coscienza, ridimensiona l’incidenza filogenetica del linguaggio – ancora egemone in tante teorie – nell’emergere del processo cosciente, e chiarisce come l’obiettivo di costruire «macchine capaci di sentire» debba seguire la strada di una robotica e di un’intelligenza artificiale capaci di sostituire strutture rigide con altre sempre più flessibili e regolabili. Ma soprattutto, nel rimarcare i «traguardi esclusivi» raggiunti dalla nostra specie, Damasio ci ricorda come i «fondamentali dispositivi» di cui ci siamo serviti non siano che trasformazioni e aggiornamenti di meccanismi già utilizzati da altre forme di vita, in una lunga storia di successi individuali e sociali. [a cura di Adelphi]

Edith Eva Eger – La scelta di Edith


Casa Editrice Corbaccio
Via Giuseppe Parini 14
20121 Milano

Una psicologa sopravvissuta ai lager ci insegna a superare i traumi attraverso la resilienza.
Edith Eger aveva sedici anni quando i nazisti fecero irruzione nella città ungherese dove viveva.
Insieme alla sua famiglia fu condotta in un campo di internamento e quindi ad Auschwitz. I genitori vennero inviati subito alla camera a gas su ordine di Joseph Mengele che, poche ore dopo, chiese a Edith di danzare per lui sulle note del valzer Sul bel Danubio blu, ricompensandola con un pezzo di pane che lei divise con le compagne di prigionia. Edith sopravvisse con la sorella ad Auschwitz, venne trasferita durante le marce della morte a Gunskirchen, un sottocampo di Mauthausen, e fu salvata da un soldato americano che la trovò, ancora viva, sopra un mucchio di cadaveri.
Trasferitasi negli Stati Uniti dopo la guerra, ha studiato psicologia e, unendo le sue competenze professionali alla sua personale esperienza, si è specializzata nella cura di pazienti affetti da disturbi da stress post-traumatico. Reduci di guerra dall’Afghanistan, donne che avevano subito violenza, persone che soffrivano per un proprio personalissimo trauma, hanno imparato da lei che «il peggior campo di concentramento è la propria mente» e che libertà e guarigione iniziano quando impariamo ad affrontare il nostro dolore.
La scelta di Edith è la storia dei passi, grandi e piccoli, che ci conducono dall’oscurità alla luce, dalla prigionia alla libertà e alla felicità.
Edith Eger ha novant’anni e danza ancora.

Antonio Damasio – Il sé viene alla mente

traduzione di Isabella C. Blum


Adelphi – Biblioteca Scientifica
A lungo la coscienza è stata sovrapposta a nozioni quali «spirito» o «anima», quasi che l’ultima parola sull’argomento spettasse di necessità alla filosofia o alla teologia. Da qualche tempo, tuttavia, i neuroscienziati hanno fatto della coscienza – che insieme alla natura profonda della materia e dello spaziotempo costituisce l’ulti­mo baluardo del sapere occidentale – uno dei loro oggetti di indagine prediletti: e si vanno profilando acquisizioni sorprendenti e controintuitive. Fra i massimi neuroscienziati spicca Antonio Damasio, che in questo densissimo libro approda a una sorta di summa della sua ricerca trentennale, dove i fondamenti di quella prospettiva antidualistica che lo ha reso celebre (si pensi al legame tra regioni cerebrali «arcaiche», come l’amigdala, e più recenti, come la corteccia prefrontale, nella genesi delle scelte morali e dei processi decisionali) sono integrati da nuove e complesse sequenze: quella sull’inciden­za delle emozioni e dei sentimenti primordiali (il piacere e il dolore) come ponti connettivi tra il proto-sé e il sé; quella sul discrimine tra percezione e rappresentazione degli eventi interni ed esterni al nostro corpo come base biologica, unitamente alla memoria, nella costruzione dell’identi­tà individuale; e in particolare – frutto di una personalissima ricerca di unità ispirata alla rilettura di Spinoza – quelle sulle varietà fenomeniche di coscienza, che nella comparazione tra gli esseri umani e gli altri animali (a cominciare dai primati) o nelle differenze tra lo «stato» dei bambini nati senza corteccia e quello del coma vegetativo degli adulti mostrano un’infinita gamma di sfumature percettive e cognitive, insieme avvincenti e inquietanti. L’e­sito, a conclusione di un ciclo avviato da L’errore di Cartesio, è un’idea della coscienza come «processo», geniale elusione del dualismo e insieme del monismo che sfrutta e porta magistralmente a compimento un’intuizione di William James. [a cura di Adelphi]

David Quammen – Spillover


traduzione di Luigi Civalleri
Adelphi – L’evoluzione delle pandemie


Ogni lettore reagirà in modo diverso alle scene che David Quammen racconta seguendo da vicino i cacciatori di virus cui questo libro è dedicato, quindi entrerà con uno spirito diverso nelle grotte della Malesia sulle cui pareti vivono migliaia di pipistrelli, o nel folto della foresta pluviale del Congo, alla ricerca di rarissimi, e apparentemente inoffensivi, gorilla. Ma quando scoprirà che ciascuno di quegli animali, come i maiali, le zanzare o gli scimpanzé che si incontrano in altre pagine, può essere il vettore della prossima pandemia – di Nipah, Ebola, SARS, o di virus dormienti e ancora solo in parte conosciuti, che un piccolo spillover può trasmettere all’uomo –, ogni lettore risponderà allo stesso modo: non riuscirà più a dormire, o almeno non prima di avere letto il racconto di Quammen fino all’ultima riga. E a quel punto, forse, deciderà di ricominciarlo daccapo, sperando di capire se a provocare il prossimo Big One – la prossima grande epidemia – sarà davvero Ebola, o un’al­tra entità ancora innominata. [a cura di Adelphi]