Regione inquieta ma essenziale allo sviluppo della Cina, lo Xinjiang nel nordovest del Celeste impero, è la vasta area geografica scossa da conflitti che hanno radici profonde e che vedono contrapposta la popolazione degli Uiguri, di etnia turcofona e musulmana, al potere centrale di Pechino.
Lo Xinjiang è regione strategica, essenziale per “la via della seta” voluta dal Presidente Xi Jinping (Belt and Road Initiative, BRI) sbocco cinese verso i mercati europei e il Mediterraneo, e verso l’Occidente intero. Il sottosuolo della regione ha riserve energetiche con un quarto di idrocarburi e il 38% del carbone nazionale. Nel periodo 1990-2000 sono state realizzate infrastrutture per oleodotti e gasdotti collegati con le regioni centrali e costiere per convogliare le grandi quantità di idrocarburi necessari al sostentamento delle attività produttive per la crescita cinese. Forte impegno è riservato allo sviluppo di energia alternativa eolica e solare.
Alto è il rischio di infiltrazioni islamiche radicali e di un eccesso di influenza americana, e massiccia è la repressione nei confronti della popolazione e sulle elite delle Università e gli intellettuali. LE MONDE DIPLOMATIQUE – marzo 2019