Il bioterrorismo indica l’utilizzo intenzionale di microrganismi o di campioni infetti con virus, batteri o tossine capaci di diffondere terrore e panico nella popolazione. L’esordio del bioterrorismo è riconducibile a 14 secoli prima della nascita di Cristo quando l’antico popolo degli Ittiti utilizzava animali infetti, forse dal virus della tularemia, contro gli accampamenti o le città dei nemici. L’uso di sostanze di origine chimico-biologica è ben documentato fin dall’antichità: come narrato dallo storico greco Erodoto nel IV Sec. A.C. gli arcieri Sciiti usavano infettare le frecce con sostanze ricavate dai corpi in decomposizione di vipera (marasso) o da sangue umano: per le analisi moderne, la miscela poteva contenere Clostridium perfrigens e Clostridium tetani o veleno di serpente.

Secondo la testimonianza degli antichi l’utilizzo delle sostanze tossiche è presente anche nel racconto ai posteri. Lungo la costa dell’Asia Minore il ricco territorio dell’Eritre aveva attratto la cupidigia del Re della Ionia, Codro. Per la sua conquista l’oracolo aveva richiesto la presenza della divinità Ecate, signora delle ombre e dei fantasmi. La Sacerdotessa Chrysame fu inviata dai Tessalonici per la pugna e avvelenare il toro sacro liberato verso gli Eritrei. La belva catturata venne sacrificata e servita. Chi consumò la carne avvelenata divenne pazzo e facile preda dell’esercito di Codro. Questo evento può essere considerato la prima testimonianza sull’uso bellico di un veleno come arma. La contaminazione di cibo e fonti idriche con carcasse di animali, l’uso di cani rabbidi o di altri espedienti con cadaveri di animali nelle città assediate, di serpenti e di armi bianche e frecce cosparse di sostanze velenose sono i primi esempi di armi biologiche, pratica originata nell’antica Ellade che pervade la storia dei conflitti armati. La guerra biologica può colpire non solo uomini ma anche l’ambiente naturale inquinando coltivazioni e allevamenti: molti sono gli agenti che possono diffondere le infezioni attraverso l’aria o i fluidi umani, con le feci, tramite contatto diretto o con l’ingestione. Le odierne minacce biologiche rappresentano la sfida che mette a repentaglio la salute delle popolazioni. Contromisure adeguate richiedono la continua ottimizzazione e la comprensione approfondita delle minacce passate.

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Chemical Warfare in Ancient Greek Ionia: Mass Intoxication With Hecate’s Deleterium  Tsoucalas G, Symvoulakis EK, Michaleas SN, Tzatzarakis MN, Karamanou M. Mil Med. 2023 May 16;188(5-6):116-119. doi: 10.1093/milmed/usad052.PMID: 37022265