Nell’ultima domenica di novembre si è verificato un attacco armato a Nembe nello stato di Bayelsa, Nigeria, ad un impianto dell’Eni che ha provocato la morte di due operai, di un autista e di un addetto alla sicurezza mentre due agenti della NSCDC, Nigeria Security and Civil Defense Corps, sono stati feriti e ricoverati in ospedale. La zona è considerata poco sicura per i frequenti attacchi della guerriglia che fomenta la protesta nel Delta del Niger, notoriamente zona ricca di greggio, che si oppone alle devastazioni sociali e ambientali provocate dagli impianti di estrazione. Secondo le prime informazioni è probabile che i responsabili dell’attacco armato siano pirati sbarcati dal Golfo di Guinea dove sono frequenti gli attacchi armati a petroliere e navi in transito a scopo estorsivo. Nel Delta del Niger si è costituito il Bayan-Men, nuovo gruppo armato già protagonista di attentati esplosivi a infrastrutture petrolifere del NAOC, Nigeria Agip Oil Corp., la filiale nigeriana dell’Eni.

Tra le richieste dei gruppi armati che agiscono nella regione, all’Eni viene chiesto di trattare direttamente con le comunità Omoku di cui fanno parte le comunità Igbo, o ibo, che costituiscono uno dei gruppi etnici africani numericamente più grandi con circa 30 milioni di persone. Africa-ExPress – 2 dicembre 2021, Cornelia Toelgyes