Pechino esporta il proprio modello culturale e politico, e penetra in Africa attraverso la creazione di scuole e centri di formazione politica in diversi Stati del Continente anche con l’aiuto e la presenza dei movimenti africani sostenuti dalla Cina, protagonisti negli anni delle guerre di liberazione.

Dirigenza e quadri politici africani, hanno tutti ricevuto dagli anni ’60 il training con programmi di natura ideologica collegati al partito comunista cinese, PCC, attivo insieme a sei ex movimenti di liberazione, ora strutture governative dell’Africa meridionale, a costituire in Angola, Mozambico, Namibia, Tanzania, Sudafrica e Zimbabwe l’ossatura politica. Struttura di riferimento del piano imperialista di Pechino è il China-Africa Institute fondato nel 2019, congiunzione culturale tra le due realtà geopolitiche, con sede a Pechino presso l’Accademia delle Scienze Sociali e all’Unione Africana ad Addis Abeba. Nigrizia – 19 agosto 2024 – Antonella Sinopoli