La pandemia di COVID-19 che ha rivelato la precarietà dei sistemi di sorveglianza e prevenzione di molte Nazioni sta suscitando un vivace dibattito sull’origine di SARS-CoV-2. A livello globale, nazionale e locale, si sottolinea come si sia lavorato in “silos”, in modo asfittico e chiuso, con modalità incapaci di mettere insieme e unire tra loro le diverse conoscenze con le prospettive necessarie a rispondere ad un problema così complesso. Questo è, nonostante l’apprezzamento crescente verso un approccio Health for All Policies. Lavorare in “silos” con i problemi che ha causato, si è rivelato come l’opportunità che ha dato tardivamente modo di acquisire azioni di contrasto al problema.

Dall’autunno 2023 in questa mancanza di coordinamento internazionale  si riaffaccia l’ipotesi pubblicata su  diverse fonti scientifiche autorevoli l’ipotesi che il virus Sars-Cov-2 sia fuoriuscito da un laboratorio di ricerca scientifica cinese. In qualità di Responsabile del Centro cinese per il controllo delle malattie, il dr. George Gao ha svolto un ruolo chiave nella risposta alla pandemia e negli sforzi per rintracciarne le origini. Il governo cinese nega che la malattia possa aver avuto origine dal laboratorio di Wuhan. Ma Gao è dubbioso. In un’intervista per il podcast di BBC Radio 4 Fever: The Hunt for Covid’s Origin, lo scienziato afferma: «Puoi sempre sospettare qualsiasi cosa. Questa è scienza. Non escludere nulla». agenziaredazione.com – Redazione – 15 gennaio 2024