In Brasile, un uomo dopo essere stato colpito da una forma lieve di COVID-19 per 20 giorni, ha continuato ad avere il virus che è stato rilevato e che ha continuato a mutare per quasi otto mesi. Uno studio realizzato nel periodo aprile-novembre 2020 su 38 pazienti ha dimostrato la presenza del virus per oltre 70 giorni nell’organismo di due uomini e una donna: nell’8% SARS-CoV-2 può essere trasmesso per oltre due mesi, senza sintomi. Uno dei pazienti positivo al coronavirus dopo 232 giorni, e positivo all’HIV, non aveva una carica virale rilevabile per la terapia antiretrovirale. Colpito dal ceppo B.1.1.28, il paziente ha subito il virus che si replicava e mutava aggirando le difese accrescendo la carica fino ad una riduzione con più anticorpi. Frontiers in Medicine – 1 febbraio 2022, Marielton dos Passos Cunha