A Cuba, per la riforma della Costituzione si è svolto un ampio dibattito popolare. Con la consultazione referendaria del 24 febbraio 2019, il 73,31% dei votanti ha approvato il testo della riforma in vigore dal 10 aprile 2019. Il confronto ha coinvolto l’intera popolazione in una ritrovata democrazia di strada. Il Vedado, quartiere centrale dell’Avana, i luoghi della quotidianità, i posti di lavoro, le scuole, le piazze e le strade sono stati animati dal gusto ritrovato delle proposte e dello scambio di idee. Gli ex del partito comunista, i rappresentanti di organizzazioni locali delegati di zona o di circoscrizioni, cittadini qualunque si pronunciano in un generoso anelito di democrazia affrontando temi non scontati per Cuba. Oltre a discutere di leadership politica si ricordano le lotte clandestine del 1959 contro Batista. Castro, José Marti, Marx, Engels e Lenin qualcuno li vorrebbe collocare nel preambolo come guide politiche che hanno forgiato l’anima socialista di Cuba. Nel ventaglio di proposte contro il sistema, l’articolo 55 sulla libertà di stampa o la legge del 1976 che riconosceva libertà di espressione ai cittadini “conforme agli obiettivi di una società socialista”, o la discussione sull’art. 109 che pone modifiche all’ordinamento dello Stato che riorganizza i poteri centrali. Il nuovo testo si attualizza con la riforma dell’art. 82 secondo cui il matrimonio è istituzione sociale e giuridica fondata sul libero consenso, sull’uguaglianza di diritti e doveri e capacità giuridica dei coniugi. Novità assoluta il referendum per il matrimonio tra coppie omosessuali. le Monde diplomatique – giugno 2019