Scienziati nucleari cercano di comprendere l’origine della misteriosa rilevazione di piccole tracce di radionuclidi presenti nell’atmosfera nel giugno 2020 registrate dalle stazioni di monitoraggio del nord Europa, non originate da test atomici perché il CTBTO, Comprehensive Test Ban Treaty Organization, non ha registrato attività sismica: gli esperti hanno analizzato le radiazioni e limitato le possibilità che l’incidente si sia verificato sul territorio russo. All’inizio di giugno stazioni settentrionali di controllo norvegesi insieme al CTBTO hanno registrato isotopi iodio 131. Tra il 16 e il 17 dello stesso mese ad Helsinki, la Finland’s Radiation and Nuclear Safety Authority, STUK, ha individuato isotopi di cobalto 60, rutenio 103 e cesio 134 e 137. Anche se risulta facile registrare bassi livelli di radiazioni, occorre ricordare che il disastro di Chernobyl si rivelò con piccole quantità di radionuclidi: in questo evento sono stati individuati radionuclidi, eccetto il cobalto 60, prodotti da processi di fissione nucleare. Un’ampia serie di radionuclidi dovrebbe aiutare a comprendere il tipo di reattore e la sua collocazione geografica. Bulletin of the Atomic Scientists – Cheryl Rofer – 21 agosto 2020