C’è allarme tra responsabili governativi e leader industriali causato dall’intelligenza artificiale che potrebbe essere usata in modo malevolo da gruppi di terroristi per scatenare una nuova pandemia. Una ricerca ha accertato che studenti potrebbero utilizzare “chatbots” (software che simula ed elabora le conversazioni umane) per acquisire know-how e ideare un’arma biologica. La Gran Bretagna ha inteso sottolineare l’importanza della sicurezza per i sistemi che utilizzano l’intelligenza artificiale o in grado di applicarla. Negli Stati Uniti l’amministrazione Biden ha svelato lo studio per comprendere come i sistemi di AI possano rientrare in logiche terroristiche a base di armi biologiche.
Secondo Christopher Mouton, ingegnere presso RAND Corporation i partecipanti allo studio con modelli di AI non progrediscono nella pianificazione di un attacco con armi non convenzionali biologiche.
I modelli di AI però producono molte suggestioni, anche criminali: l’analisi di un modello evidenzia la facilità di recuperare Yersinia pestis, e la necessità di individuare roditori infetti con Yersinia che però, sottolinea il chatbot, avvisa dell’esistenza di rischi che “espongono alla sorveglianza”.
Allison Berke esperto di armi chimiche e biologiche presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies considera questo rassicurante: l’AI non offre alcun vantaggio a chicchessia abbia intenzione di pianificare attacchi biologici. Bulletin of the Atomic Scientists – 25 gennaio 2024 – Matt Field