Come scriveva lo storico Fernand Braudel nel 1977 “…se New York soccombesse, il mondo dovrebbe trovare un nuovo centro…”. La pesante debacle sanitaria mondiale causata dalla pandemia di Coronavirus Covid-19 ha provocato anche una grave crisi economica diffusa su tutti i continenti: per gli esperti si potrebbe andare incontro ad una profonda ristrutturazione del sistema capitalistico globalizzato. Offerta e domanda, mai così disarticolate, hanno portato alla contrazione delle economie con conseguente depressione che rischia di essere profonda e di lungo periodo, anche a causa della massiccia interdipendenza delle linee di produzione ormai delocalizzate: le fabbriche di componenti intermedi di Apple, Nike, Airbus e Boeing, ormai collocate nel continente asiatico, e in Cina, sono in profonda crisi per il blocco degli stabilimenti con le catene di approvvigionamento a livello regionale, in Asia orientale, e a livello globale.

Secondo il Presidente francese, Emanuel Macron, occorre recuperare il controllo delle linee produttive essenziali: nella politica di Washington sono allo studio leggi e regolamenti che obblighino le industrie farmaceutiche a produrre e ad approvvigionarsi negli Stati Uniti. Per il post Covid sarebbe auspicabile maggiore cooperazione internazionale per avanzare più incisive politiche su ambiente, salute, alimentazione e per la riduzione della povertà. le Monde diplomatique – giugno 2020