La ricerca di un’economia liberista, progetti infrastrutturali faraonici, treni ad alta velocità e nuove autostrade per entrare di diritto nelle reti globali di valore. Il Marocco dopo Re Hassan II, col figlio suo successore Mohammad VI, e gabinetto reale di 2000 persone, stenta nella corretta via dello sviluppo sociale. Sistema scolastico e sanità hanno pesanti carenze che si riverberano sul sottosviluppo generale del Paese: la scuola sconta condizioni di insegnamento difficili con classi sovraffollate che rendono improbo il lavoro di maestri e professori che chiedono riforme e investimenti per migliorare la qualità della loro missione.
In Marocco, paese dal futuro sempre più incerto, non c’è sistema sanitario! Mancano medici di base che dovrebbero accogliere richieste ed esigenze delle famiglie per dare loro il cammino di cura, una penuria di risorse che costringe i cittadini ad avventurarsi nell’automedicazione, con non pochi rischi. Per il regime, avere scelto l’economia di mercato e il settore privato si sta rivelando fallimentare: la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria, infrastruttura doppione tra Casablanca e Tangeri causa dell’emarginazione di Agadir, condannata al sottosviluppo, già attrazione turistica marina e importante snodo per il meridione del Paese, è l’esempio eclatante di investimenti non lungimiranti. Ciliegina sulla torta, la realizzazione della tratta autostradale tra Fes e Oujda attiva solo al 10% delle sue potenzialità. le Monde diplomatique – aprile 2020