I cinesi che hanno realizzato l’oleodotto NBEP, Niger-Benin Oil Pipeline, e terminato nel 2023 dall’azienda statale China National Petroleum Corporation, CNPC, subiscono i contraccolpi di una crisi politico-diplomatica che sta investendo Niger e Benin. L’infrastruttura lunga 2000 km, che attraversa il deserto di Agadem fino all’Oceano Atlantico, ed ha una capacità di 90mila barili dovrebbe trasferire greggio dal deserto di Niamey fino a Semè-Kpodji località vicina al porto di Cotonou.
La crisi tra i due Paesi del Sahel che va avanti da mesi, è provocata dal rifiuto del Benin di accettare l’esito del golpe che in Niger ha deposto il Presidente Mohamed Bazoum.
Mentre Niamey contesta al Benin di ospitare sul proprio territorio basi militari francesi che accolgono gruppi armati di miliziani che attaccano il Niger, la Cina che ha costruito l’oleodotto e che gradirebbe ricevere il greggio nigerino sul proprio territorio, cerca di venirne a capo con una difficile mediazione. Nigrizia – 4 giugno 2024 – Redazione