Nel 2022 una campagna di disinformazione della Russia ha minacciato l’integrità e l’efficacia della Biological Weapons Convention, BWC, il trattato internazionale sulla proibizione di tossine e prodotti biologici come armi di distruzione di massa. Funzionari di Mosca hanno accusato gli Stati Uniti e l’Ucraina di condurre esperimenti illeciti con armi biologiche su territorio ucraino, in aperta violazione agli obblighi del trattato, affermazione liquidata come falsa anche da altri stati membri del BWC e da osservatori indipendenti.
La mancanza di evidenze non ha fermato i rappresentanti russi dall’accrescere le richieste al meeting del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di Marzo 2022, e ripetute nell’ottobre dello stesso anno. La Russia ha poi richiesto un meeting consultivo secondo l’Articolo V del BWC: l’articolo V impegna gli stati membri a cooperare per risolvere qualunque diatriba relativa agli obiettivi del trattato.
Mosca non ha usato in modo corretto la procedura di consultazione diffondendo dichiarazioni non vere ostacolando il progresso del confronto. L’utilizzo errato evidenzia la necessità di riesaminare la procedura dell’Art. V e la sua capacità di tutelare la funzionalità del trattato cruciale nel panorama odierno di minaccia biologica. Per prevenire cattivi utilizzi da avvenimenti e da procedimenti di ostacolo al trattato, i membri hanno bisogno di concordare una definizione pragmatica del processo consultivo. Bulletin of the Atomic Scientists – 27 maggio – Eva Siegmann