Nell’articolo Hazardous Chemical Emergencies and Poisonings pubblicato sul New England Journal of Medicine da Fred Henretig, Mark Kirk e Charles McKay, del 25 aprile 2019, viene affrontato il tema delle emergenze da rischio chimico con relative intossicazioni provocate da esposizioni anche accidentali o da incidenti in ambiente industriale, nell’ambiente di lavoro, o negli spostamenti; che si verificano causate dai disastri naturali; o dalla gestione delle sostanze pericolose o dei rifiuti. Negli Stati Uniti sono oltre 100mila le sostanze chimiche di origine industriale che ogni giorno vengono utilizzate, e le autorità federali stimano che ogni anno siano circa 10mila i rilasci relativi di sostanze nocive.

Sono numerosi i composti ad alta tossicità sviluppati dall’Amministrazione della Difesa: sostanze chimiche industriali e per uso militare, o nel contesto di un attacco terroristico, sono in grado di causare perdite pesanti nella popolazione civile nel caso di rilascio considerevole, come dimostrato dalla guerra civile in Siria.

Un approccio “toxidrome-based” emergency medical systems, EMS, agli attacchi con armi chimiche è stato di recente presentato da Ciottone sul [N Engl J Med 2018; 378: 1611-20]. I toxidromes, la costellazione di segni clinici, tra cui quelli vitali, le condizioni mentali e oculari, del sistema respiratorio e neurologico oltre che della pelle, caratteristici della classe generale delle sostanze pericolose, sono utili per individuare la miriade di possibili entità negli incidenti involontari da sostanze chimiche. Presso la Division of Emergency Medicine and Poison Control Center, Children’s Hospital di Filadelfia, viene effettuato il controllo tossicologico e la gestione “hospital-based” degli avvelenamenti acuti causati prevalentemente da esposizione della pelle e tramite inalazione a diverse classi di sostanze chimiche in incidenti causati da rilascio di sostanze o di attacco chimico.

Nell’articolo cianuro e inquinamento da organofosforici sono evidenziati in quanto in grado di colpire persone nel loro contesto quotidiano, durante un’esposizione professionale, residenziale o tramite ingestione volontaria con intenti suicidari. Terapie con antidoti specifici di emergenza sono cruciali per il buon esito. N Engl J Med – 25 aprile 2019