Il Presidente kazako Nursultan Nazarbayev, al potere dal 1990, si è dimesso lo scorso 19 marzo. In un momento di grave crisi del paese Nazarbayev rimarrà a capo del Consiglio di Sicurezza senza compromettere la sua leadership all’interno del partito Nur Otan e i privilegi politici ed economici del suo clan. Già Presidente del Senato Kassym-Jomart Tokayev, designato da Nazarbayev, ha prestato giuramento per l’interim il giorno seguente con l’intento iniziale di portare a compimento il mandato di Nazarbayev. Tokayev ha annunciato a sorpresa elezioni anticipate che si sono tenute il 9 giugno, pratica del voto prima della scadenza naturale già verificatasi negli anni 1999, 2011, 2015, 2016. Ufficialmente si è andati al confronto elettorale per dare al Governo la maggioranza in grado di promuovere le riforme necessarie per il futuro economico e la stabilità sociale del paese. Come riportato da ispionline.it le elezioni hanno registrato la vittoria di Tokayev col 70% dei voti con l’affluenza ferma al 55%: durante le votazioni, gli osservatori Ocse hanno denunciato fermi di polizia e irregolarità nelle procedure.

Occorre sottolineare che alla stabilità del Kazakistan sono interessati tutti i Paesi della regione, soprattutto Russia e Cina, e la Comunità Europea: oltre ad aver sorpreso la Presidente del Consiglio della Federazione Russa Valentina Matvienko, la notizia (Agenzia Novosti) delle dimissioni del leader kazako considerata “molto seria”, è giunta inaspettata anche all’interno del Senato della Federazione che ritiene il Kazakistan alleato affidabile e protagonista regionale fondatore dell’Unione Economica Euroasiatica e dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva. Istituto per gli Studi di Politica Internazionale – 7/27 giugno 2019