Mentre emerge cautela da parte di molti paesi africani ai tentativi di Mosca di conquistare aree di interesse strategico, il Vicepresidente del Consiglio Sovrano sudanese numero due del Governo del Sudan, Dagalo “Hemeti”, apre alla Russia l’accesso alle riserve aurifere e alla costruzione di porti.
Omar El-Bashir quando nel 2017 ha incontrato Putin ha permesso concessioni minerarie e la costruzione della base navale a Port Sudan sul Mar Rosso. Per gli analisti di Force Analysis va considerata l’attività a Khartoum del gruppo M-Invest e della sua filiale Meroe Gold, e le loro attività sulla scia dell’azione politica dell’ex dittatore. In contemporanea i mercenari del gruppo Wagner hanno condotto rilevamenti alla ricerca di giacimenti d’oro nelle aree interne del Sudan: così facendo il Cremlino ha quadruplicato la quantità d’oro posseduta nella banca centrale dal 2010. Un’indagine del Telegraph ha accertato il contrabbando russo di oro sudanese per creare la “fortezza russa” a copertura delle sanzioni per la crisi ucraina. Da parte dei “sovietici” la realizzazione del porto è concepita per accrescere il ruolo nella regione e la sfera di influenza su Mar Rosso, Suez e Corno d’Africa. La base sarà in grado di ospitare personale civile, militare e navi da guerra. Nigrizia – 9 marzo 2022 – Marco Cochi