In Iraq la popolazione è scesa in piazza per manifestare il suo dissenso contro la corruzione della classe dirigente, l’assenza di servizi pubblici e le condizioni di vita non più sostenibili. Il Governo di Baghdad, che aveva come obiettivo la lotta a corruzione e sottosviluppo, e che nelle intenzioni doveva riformare lo Stato per un cambiamento reale del sistema, ha disatteso gli obiettivi. Ora il popolo chiede le dimissioni del Capo di Governo Adel Abdul Mahdi. Ai manifestanti che hanno il sostegno del leader sciita Muqtada al-Sadr, lo Stato ha risposto con una violenta repressione armata che in pochi giorni ha causato 100 morti e 4mila feriti: a più di sedici anni dall’invasione statunitense che ha deposto il dittatore Saddam Hussein, l’Iraq non ha trovato la stabilità in un’area geografica scossa da profondi travagli e interessi, anche internazionali. Internazionale – 4 ottobre 2019