Da qualche anno i profughi che arrivano in Bosnia da Afghanistan, Pakistan, Iran, Siria e Iraq, vengono considerati dalle popolazioni locali dei potenziali invasori. Il sentimento di ostilità è giunto al punto che, nel giungo 2019, la polizia ha portato i migranti che abitavano nelle case abbandonate e nei parchi delle città a Vucjak, località a undici chilometri dal confine con la Croazia, in un campo gestito dalla Croce Rossa. Ogni giorno gli esuli tentano di varcare la frontiera, ma i poliziotti croati li bloccano. Per ottenere risposte concrete da Bruxelles e Sarajevo le istituzioni locali sono pronte a chiudere questo campo dove vivono attualmente 1500 persone: secondo gli operatori umanitari, chiuderlo senza individuare altre possibili soluzioni potrebbe portare ad una catastrofe. Internazionale.it – 5 novembre 2019