In Africa è essenziale sostenere la ricerca scientifica per la rinascita e la sicurezza di popolazioni neglette vittime per troppo tempo di malattie infettive, lotte interetniche, povertà e difficili condizioni climatiche. Nel 2005 alla World Health Assembly di Ginevra 196 Paesi hanno si sono impegnate per combattere le malattie e nell’individuare e reagire ad eventuali epidemie infettive globali. L’iniziativa ha proceduto faticosamente per oltre un decennio per pochi finanziamenti e scarsa volontà politica. L’epidemia di Ebola del 2014-2016 ha reso evidente l’urgenza del tema: paesi come Sierra Leone, Guinea e Liberia, prive di agenzie sanitarie capaci di provvedere in modo autonomo all’emergenza, si sono avvalse di finanziamenti internazionali. Dal 2016 la World Bank ha versato 381 mln di dollari USA per i Paesi dell’Africa Occidentale. Nelle News Feature di Nature di questa settimana, si parla del nuovo centro di ricerca sorto in Africa. In Nigeria ad Abuja, nazione più popolosa d’Africa, con la più grande economia del Continente ma anche la più povera al mondo, Paese imponente e cruciale per le epidemie e dalle difficili condizioni sanitarie, è sorto il Nigeria Centre for Disease Control, NCDC, il cui direttore generale Chikwe Ihekweazu ha individuato la strategia da applicare nella lotta alle malattie infettive. Nature – 21 febbraio 2019