Venerdì 20 settembre 2019 è cambiato qualcosa in Egitto. In seguito all’accusa dell’attore e uomo d’affari egiziano Mohamed Ali, di corruzione della classe dirigente con un documento intitolato “Esporre la corruzione dell’esercito e del capo di stato”, piccoli gruppi di persone si sono radunati al Cairo, ad Alessandria e a Suez per protestare contro il regime di Al Sisi. Secondo l’Egyptian Centre for Economic and Social Rights, sono state oltre 365 le persone arrestate. Questi avvenimenti ricordano l’entusiasmo del 2011, l’anno della sollevazione popolare della primavera araba, e dimostrano il grande coraggio dei manifestanti che dichiarano il loro dissenso in un paese in cui la situazione dei diritti civili è una delle peggiori al mondo. INTERNAZIONALE – 23 settembre 2019