Un vertice russo africano tenuto nell’ottobre 2019 ha siglato l’ambizione di Mosca a ampliare gli scambi commerciali con l’Africa per i prossimi cinque anni da ratificare ad Addis Abeba in Etiopia nel 2022. Dopo vari tentativi di penetrazione commerciale nel continente africano dalla fine degli anni ’80, è stato chiaro sotto la guida del segretario Generale del Partito Comunista, Michail Gorbaciov, il ritiro strategico della Russia nell’ottica di un migliorato scenario geopolitico con l’Occidente: a siglare il nuovo equilibrio est-ovest, dal 1992 la Russia chiude nove ambasciate, 4 consolati e 13 centri culturali. Dai primi anni 2000 Mosca ritrova interesse per l’Africa. Oltre alla marcata presenza nelle forniture militari ad Algeria e Libia, la Russia amplia il suo ritorno nel continente con importanti gruppi industriali privati quali Rusal, Evraz, Renova, Alsora. L’Africa per la Russia non è più area strategica, oramai periferia geografica relegata nelle ultime pagine del Piano per la politica estera del Cremlino confermato nel 2016. le Monde diplomatique – gennaio 2021