In Algeria, lotta al terrorismo e all’integralismo religioso, nascita di un fronte sociale che rivendichi maggiori diritti per lavoratori e disoccupati, lotte ambientaliste, sono temi complessi protagonisti del dibattito interno ai movimenti della sinistra del Paese nordafricano. Le dinamiche politiche rischiano di animare forme di protesta che possono sfuggire e innescare violenze e disordini destabilizzanti. Dalle elezioni del prossimo 18 aprile è possibile che non si manifesti una chiara maggioranza parlamentare tenuta insieme per vent’anni  dall’ormai novantenne Presidente Bouteflika che ha governato l’Algeria creando consenso trasversale da sinistra a destra, mantenendo il Paese unito con laici e integralisti. L’islamismo degli anni ’80 ha rappresentato e si è fatto portavoce di diseredati e svantaggiati: ma “finché ci saranno disuguaglianze le idee della sinistra non potranno mai morire” sostiene Ameziane Manceur, sociologo di Orano. Le Monde diplomatique – febbraio 2019