Un popolo costretto a smobilitare dalle terre ancestrali in cui ha sempre vissuto. Questo sta accadendo al popolo nilotico dei Masai, comunità di pastori semi nomadi che lega la propria esistenza alla relazione profonda con la terra e il bestiame. I Masai, allevatori transumanti ora stanziali sugli altopiani tra Tanzania e Kenya, fanno parte della grande migrazione che dalla Valle del Nilo iniziò nel XVI secolo in direzione sud. Un finanziamento dell’Unione Europea per la conservazione della natura destinato alla Tanzania, e ora diretto al Kenya, è stato cancellato a causa del mancato rispetto dei diritti umani. Survival International accusa il Governo di Dodoma di perseguire la deportazione dei Masai in modo da trasformare quei territori in parchi nazionali e in zone di caccia di trofei con la complicità di WWF e del Frankfurt Zoological Society, FZS. La comunità Masai cresciuta in modo considerevole negli ultimi 10 anni ha dovuto smobilitare dal Parco del Serengeti verso l’area di Ngorongoro, senza la certezza della stanzialità. AfricaExPress – 16 giugno 2024 – Sandro Pintus