L’OPCW, Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons, il 12 maggio ha inaugurato un proprio laboratorio il Centre for Chemistry and Technology, per indagare sulle armi chimiche, un centro all’avanguardia che opererà per il rispetto del divieto di uso e produzione di sostanze chimiche di offesa e per formare specialisti internazionali.

Collocato in Olanda vicino a L’Aia, nel comune di Pijnacker-Nootdorp, il Chem Tech Center, Centre for Chemistry and Technology, sarà sede di laboratori e di diversi programmi di formazione e monitoraggio, e avrà una piattaforma per coordinare le attività tra ricercatori, centri di ricerca e università, società civile, industria e organizzazioni internazionali.  Per il direttore generale di OPCW Fernando Arias, presso il Centre for Chemistry and Technology verrà potenziato il sistema di verifica per lo sviluppo delle conoscenze, delle capacità e delle esperienze relative agli armamenti chimici, e sicuramente “un progresso importante per l’OPCW” sostiene Paul Walker, vice presidente dell’Arms Control Association, organizzazione non governativa di Washington DC. Per Alastair Hay, tossicologo ambientale all’Università di Leeds in Gran Bretagna, consigliere di OPCW e responsabile della formazione, questa partnership migliorerà per OPCW la propria capacità di training.

Dal 1997 l’OPCW ha avuto il mandato all’interno della Chemical Weapons Convention, CWC, di monitorare il rispetto del divieto delle Nazioni a produrre armi chimiche, a dichiarare le proprie riserve e ad impegnarsi alla loro eliminazione. L’Organizzazione ha finora certificato la distruzione di oltre 70mila tonnellate di armi chimiche ed ha ricevuto il Nobel per la Pace per l’attività nel 2013. Degli otto Paesi che hanno rivelato di possedere tali armamenti, sette hanno completato lo smaltimento. L’ottavo, gli Stati Uniti, si prevede terminerà nei prossimi mesi la distruzione di munizioni per artiglieria contenenti gas mostarda e agenti nervini.

“Si teme che un’ampia quantità di vecchie armi chimiche siano ancora nascoste in varie parti del globo” sostiene la portavoce di OPCW Elisabeth Waechter: in Cina molte armi chimiche giapponesi, ormai deteriorate, residui della II Guerra mondiale, sono in attesa di essere eliminate. Nature – 17 maggio 2023 – Davide Castelvecchi