L’emergenza di Ebola in Africa rappresenta uno scenario drammatico: la ricerca sta compiendo progressi nella realizzazione di terapie efficaci per contrastare la diffusione del virus. L’utilizzo di anticorpi monoclonali come ZMapp, combinazione di tre proteine testata durante l’epidemia 2014-2016, sembra in grado di proteggere l’individuo malato.
Al NIAID Vaccine Research Center del NIH, è stato sviluppato l’anticorpo monoclonale mAb114 derivato dal sangue di un sopravvissuto ad Ebola, capace di legarsi al virus e di bloccare l’ingresso nelle cellule.
I ricercatori coordinati da Julie E. Ledgerwood responsabile del programma trial clinici del Vaccine Research Center, hanno disposto la valutazione su 18 soggetti volontari sani dell’mAb114: su Lancet del 24 gennaio 2019 i risultati. Dopo 6 mesi, è stato stabilito che l’mAb114 è sicuro e ben tollerato e non causa effetti collaterali ma solo lievi mal di testa, raffreddore, nausea e dolori articolari: nessuno dei soggetti sani ha sviluppato reazione immunitaria all’mAb114. Nel novembre 2018 i ricercatori impegnati nella Repubblica Popolare del Congo hanno iniziato a confrontare i test di diversi trattamenti tra cui mAb114 e ZMapp, e nel 2023 terminerà la fase dei test.
“Combattere Ebola richiede risposte complete per tutte le aree della salute pubblica” ha dichiarato Anthony Fauci direttore del NIAID. “Attraverso trial clinici corretti dal punto di vista etico e scientifico, ci auguriamo di poter istituire trattamenti per debellare il virus Ebola in modo definitivo”. NIH Research Matters – 5 febbraio 2019