Gli attacchi dei terroristi effettuati con l’arma bianca, con armi da fuoco, esplosivi, sostanze chimiche o con l’uso mezzi mobili (auto e camion), rappresentano una minaccia e una sfida costante per gli apparati di sicurezza e per quelli sanitari che si trovano ad affrontare le emergenze.
Per chi resta coinvolto è di vitale importanza ricevere assistenza medica tempestiva nelle “hot zone”: alcune nazioni in queste circostanze pensano di adottare standard che consentano la contemporanea presenza “care under fire” integrando il personale medico all’azione di polizia. Per le forze dell’ordine resta critico il fattore tempo per la necessità di evacuare in tempi brevi l’area di crisi.
In Francia la capacità di risposta all’emergenza è stata testata a Parigi durante l’assalto del 2015 quando militanti dello Stato Islamico hanno colpito la capitale francese in luoghi diversi causando 130 vittime. Nel sistema francese la “hot zone” di assistenza medica era integrata nel team delle forze speciali di polizia del RAID, Recherche, Assistance, Intervention, Dissuasion: al Bataclan con un’azione coordinata fu scongiurato che il sanguinoso atto causasse maggiori perdite: due medici protetti dagli agenti riuscirono a salvare e assistere oltre 100 persone. BMJ, British Medical Journmnal – 31 gennaio 2020