In Nicaragua, nel 1979 la rivoluzione del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale movimento politico ispirato al pensiero di Augusto Cesar Sandino di ideologia patriottica e antimperialista di credo marxista leninista, ha portato alla fine del regime dittatoriale di Anastasio Somoza Debayle. Il leader della rivoluzione sandinista, Daniel Ortega, a distanza di 41 anni dall’ascesa al potere, è accusato di aver instaurato un regime autocratico e repressivo protagonista di continue violazioni dei diritti umani.

I sandinisti, dalla presa del potere al 1990 dovettero fronteggiare la guerriglia dei contras seguaci del deposto Somoza Debayle, sostenuti dagli Stati Uniti attraverso finanziamenti derivati dalla vendita di armi all’Iran, e dall’aiuto di aziende, fondazioni private e tramite operazioni finanziarie illegali dirette dalla CIA.

Nel 1990 alle elezioni politiche si affermò Violeta Chamorro di area conservatrice che per 16 anni avviò riforme liberiste. Alle elezioni presidenziali del 2006 il controverso Daniel Ortega vinse le elezioni, e secondo osservatori americani, governa con il padronato inserito nel Consiglio Superiore dell’impresa privata. Nonostante il connubio con questi settori, Ortega aumenta le spese sociali e investe nelle infrastrutture, si dimostra politico pragmatico attento ai problemi dei lavoratori e per un decennio garantisce al Nicaragua crescita economica e riduzione della povertà del 30%, basso tasso di omicidi, istruzione e assistenza sanitaria gratuite, strade, fognature e reti idriche. La rivoluzione sandinista produce progressi sociali e economici senza precedenti. La riforma della previdenza sociale del 2018 scatena il malcontento alimentato dagli Stati Uniti che sulla scia dei disordini sperano nel cambio di regime: la minaccia imperialista e antirivoluzionaria è sempre dietro l’angolo. Nel 2021 il Governo interviene con la repressione dei movimenti di opposizione che accusano Ortega e la sua compagna, la poetessa Rosario Murillo di essere accentratori di potere: intellettuali e politici di sinistra come Noam Chomsky, Alice Walker, Daniel Ellsberg, chiedono la libertà per i prigionieri politici potenziali candidati, membri dell’opposizione e storici dirigenti sandinisti. le Monde diplomatique – novembre 2021