L’OMS/WHO con altri partner impegnati nella salute internazionale, ha accolto con favore il finanziamento deciso dagli Stati Uniti di complessivi 43.5 mln di dollari per interventi in Libia in ambito sanitario e diretti a circa 400mila persone coinvolte dalle violenze della guerra tra fazioni.
Per il dr. Syed Jaffar Hussain, rappresentante WHO in Libia, “anni di conflitto e la crisi attuale, hanno provocato il collasso del sistema sanitario: molte strutture sono totalmente, o solo in parte, chiuse mentre non è possibile l’accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione dopo otto anni di guerra civile”.
La relazione di WHO/OMS sottolinea come il 17,5% degli ospedali e il 20% delle strutture d’emergenza e 18 ospedali specializzati siano parzialmente danneggiati o completamente distrutti: le strutture sanitarie che restano funzionali sono a rischio continuo di attacco con oltre il 41% degli obiettivi diretti al personale sanitario.
La carenza di farmaci essenziali e di servizi sanitari, e le limitate capacità dei programmi nazionali di sanità pubblica, aumentano il rischio diffusione malattie trasmissibili tra cui diarrea, leishmania, tubercolosi e malattie prevenibili con i vaccini: migranti e persone dislocate, rifugiati e comunità rurali sono le più a rischio. Gli accessi inadeguati ai servizi e all’assistenza incidono su chi è colpito da malattie croniche, sulle persone con necessità particolari e affetti da malattie mentali, sulle donne in gravidanza e sui servizi neonatali. WHO/OMS – 11 febbraio 2019