In Medio Oriente dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, si sono sviluppate nuove tensioni. E’ dal novembre 2023 che i ribelli Houthi, gruppo armato dall’Iran che opera dallo Yemen occidentale, attaccano i convogli in navigazione nel Mar Rosso con sistemi missilistici balistici anti nave in segno di solidarietà con il popolo Palestinese: secondo lo US Central Command una porta container battente bandiera liberiana, la MV Platinum 3, è stata colpita da missili, mentre Israele ne ha neutralizzato uno lanciato dallo Yemen con il nuovo intercettore Arrow 3. In dicembre, dopo che navi francesi e degli Stati Uniti avevano attaccato basi di lancio sulla costa yemenita, un portavoce degli Houthi ha ammesso la responsabilità di un attacco ad una cisterna norvegese colpita da un cruise: in un inasprimento dello scontro, la coalizione a guida USA e Gran Bretagna ha colpito basi Houthi sul territorio yemenita e intercettato 21 droni e missili lanciati dallo Yemen.
I gruppi Houthi che nelle recenti settimane hanno acquisito capacità operative nell’utilizzo dei missili balistici a lungo raggio e cruise, potrebbero incidere sulle strategie future con nuove capacità missilistiche per nuove sfide. Esperti incaricati dal 2018 dalle Nazioni Unite monitorano il conflitto in Yemen e documentato l’uso di missili da parte delle forze Houthi tra cui scorte cinesi di missili cruise anti-nave C-802, utilizzati contro i convogli nel Mar Rosso, e un missile balistico modificato, il Borkan-2H, prodotto in Iran e assemblato in Yemen.
La portata e la precisione di questi sistemi è significativa: il missile anti nave C-802 può essere utilizzato per colpire anche a 120 chilometri di distanza. Per lo stesso report il Borkan-2H, con componenti modificate per ridurre il peso e aumentare il raggio d’azione, è stato utilizzato a distanze di oltre 800-1000 km. Bulletin of the Atomic Scientists – 12 gennaio 2024 – James Brady