Secondo Alex DeWaal, Director of the World Peace Foundation, circa due terzi delle persone che affrontano la carestia vivono in zone di guerra. Il Sudan sta affrontando la carestia con 18mln di persone denutrite per il conflitto militare. In Ucraina la popolazione vive un grave stress alimentare a causa della guerra con la Russia: gli aiuti alimentari risultano sempre insufficienti per la distribuzione difficile in zone di conflitto. Nello Yemen dal 2014 la coalizione che sostiene i Sauditi blocca con efficacia i porti del paese provocando una diffusa malnutrizione: secondo l’UNDP, United Nations Development Programme, il 60% delle oltre 377mila vittime sono state causate da denutrizione, assenza di assistenza medica e da carenza di acqua potabile.
Antonio Gutierres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, e Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale delle Nazioni Unite sono le voci autorevoli che hanno espresso le veementi critiche per la violazione dei diritti umanitari calpestati nei conflitti. Le difficoltà geopolitiche bloccano il confronto politico che potrebbe agire nelle situazioni di belligeranza.
Come le guerre peggiorano e lasciano profonde cicatrici nella coscienza civile delle nazioni così i leader politici dovrebbero insistere nel proteggere la centralità delle popolazioni vulnerabili.
Utilizzare la carestia come arma è un crimine che deve essere vietato per l’umana dignità. Lancet – Editorial – 6 aprile 2024