In Congo l’epidemia causata dal virus Ebola è la seconda più ampia nella storia dopo quella avvenuta in Africa nel 2014. Un insieme di fattori negativi tra cui il conflitto armato, l’instabilità politica e l’abbandono delle proprie case da parte di intere popolazioni, sono fattori che incidono sul crisi sanitaria. Come pubblicato sul Lancet, i casi di Ebola sono triplicati, e il virus rischia di diffondersi a livello regionale e globale. In questo frangente OMS/WHO, Governo del Congo e organizzazioni non governative hanno dimostrato capacità di gestione. La grave crisi umanitaria che evolve e la mancata stabilizzazione dalle recenti elezioni politiche potrebbero costringere il Direttore Generale dell’OMS/WHO Tedros Adhanom Ghebreyesus a riunire il nuovo Comitato per le Emergenze (Emergency Committee, EC) e di proclamare il Public Health Emergency of International Concern, PHEIC. I Paesi confinanti Uganda, Rwanda e Sud Sudan sono a rischio epidemia per le migliaia di congolesi che attraversano ogni giorno i confini. Mentre l’Uganda ha provveduto a vaccinare i propri sanitari e svolge il controllo sui passeggeri in transito dall’Aeroporto di Entebbe, il Sud Sudan è Paese in profonda crisi: la diffusione di Ebola potrebbe destabilizzare la regione e interrompere la fragile pace nel Sudan meridionale flagellata da violenza e carestia. L’epidemia di Ebola negli anni 2014-2016 ha ridotto l’economia regionale di 2.8 mld di dollari USA. Un simile impatto su Congo e paesi confinanti potrebbe aggravare ancora il devastante sottosviluppo: il complicato momento globale rischia di vanificare gli aiuti in cui le soluzioni internazionali hanno difficoltà a compiersi in modo positivo. Lancet – 16 febbraio 2019