Le difficoltà che hanno caratterizzato i rapporti tra Stati Uniti e Iran dal novembre 1979 al gennaio 1981 con l’attacco all’Ambasciata americana, rischiano di peggiorare dopo gli attacchi alle petroliere nel mare di Hormuz. Dopo le rigidità dimostrate in questi mesi dal Presidente Trump su vari scenari internazionali che con modi sprezzanti contribuisce a innescare pericolose diatribe strategiche, il consigliere US per la sicurezza nazionale John Bolton non è stato per nulla rassicurante e ha messo in guardia il Governo di Teheran a non effettuare attacchi agli interessi “yankee” nell’area. Washington è pronta a reagire ad una crisi che potrebbe essere provocata nella regione dai guardiani della rivoluzione, i pasdaran, o dallo stesso esercito di Teheran. Alto è il rischio di una grave escalation che potrebbe coinvolgere gli alleati americani del Golfo da una parte e l’Iran dall’altra. Una pericolosa tensione che vedrebbe in Iran la mobilitazione della popolazione dotata di un forte sentimento patriottico mentre il Golfo, strategico per il passaggio di petroliere, impianti di desalinizzazione e navi da guerra straniere, diverrebbe area di una drammatica contesa, pesante minaccia per chiunque transiti motivato da interessi economici imprescindibili.