Un atto di guerra verso Israele anticipato da un fitto lancio di missili dalla Striscia di Gaza, che ha sorpreso ogni sistema di difesa e le intelligence di Shin Bet e Mossad, condotto da terra e dal cielo con ultraleggeri con una violenza cieca e risoluta, ha sorpreso gli abitanti dei kibbutz e i giovani accampati in un rave party vicini al confine tra Israele e Gaza. All’alba del giorno 7 ottobre i guerriglieri di Hamas hanno ucciso senza distinzioni gli abitanti dei kibbutz, hanno sparato alle auto in circolazione e rapito cittadini inermi trasferiti nella Striscia di Gaza come probabili scudi umani o come merce di scambio. Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato lo stato di guerra.
In un’area che da tempo stava vivendo tensioni e violenze perpetrate dai coloni e dalle forze di occupazione di Tel Aviv, la goccia che ha fatto tracimare il sistema è stata la provocazione del ministro israeliano di destra radicale Ben Gvir che ha fatto sgombrare la Moschea di al Aqsa dei fedeli musulmani per far posto agli ebrei entrati con le scarpe per riti religiosi nel Tempio di Salomone. Un’altra camminata provocatoria di questo politico si era svolta a gennaio sulla Spianata delle Moschee, per gli ebrei Monte del Tempio, evento che aveva sollevato proteste interne e internazionali. L’attacco di Hamas, forse programmato da due anni, è avvenuto in prossimità dell’anniversario dei giorni dell’ottobre 1973 quando Egitto e Siria attaccarono con i loro eserciti durante la festività ebraica dello Yom Kippur. Notizie Geopolitiche – Angelo Gambella – 7 ottobre 2023