La Marina Militare americana addestra i delfini per mappare con precisione l’ambiente sottomarino anche con acque torbide o turbolente, dove la tecnologia avrebbe difficoltà.

In Georgia alla King’s Bay Naval Submarine Base e alla Naval Base Kitsap, nelle fredde acque antistanti Seattle istruttori della US Navy, a protezione dell’arsenale di sottomarini a propulsione nucleare, provvedono all’addestramento dei delfini capaci, grazie al loro sonar, di identificare mine o altri pericoli disposti sott’acqua. Una volta determinato il pericolo, il delfino interviene collegando una boa di segnalazione al materiale scoperto: il mammifero viene ricompensato dall’istruttore per il lavoro svolto. Con la segnalazione i sommozzatori della US Navy nuotano in profondità per recuperare e eliminare il pericolo individuato dal guardiano oceanico.

La US Navy dal 1959 ha iniziato a sviluppare programmi di formazione per i delfini per le missioni militari, e dal 1980 con investimenti valutati in circa 8 mln di dollari, con la guida di istruttori specializzati, ha provveduto ad addestrare leoni marini e beluga per recuperare in mare le mine con apparati “benna mordenti” e azioni di pattugliamento in mare alla ricerca di eventuali minacce anche di subacquei ostili. I tursiopi da naso bottiglia presenti a San Diego, California, che “studiano” al Marine Mammal Training Program, durante il giorno lavorano in classi acquatiche mentre di notte nuotano e socializzano in ampie piscine. Il metodo adottato dalla Marina si avvale di un iter formativo in cui è prevista la ricompensa. Un leone marino Hercules, che ha commesso un errore è stato collocato a SeaWorld dove si esibisce in uno spettacolo acquatico per la gioia di grandi e piccini. Bulletin of the Atomic Scientists – 16 marzo 2022 – Lauren Sukin