I programmi di vaccinazione sono riusciti a rallentare la diffusione di SARS-CoV-2 che nel 2022 rappresenta ancora un’emergenza sanitaria: le nuove varianti e le “dottrine no vax” portano insita la possibilità che il virus rimanga avviluppato al nostro quotidiano. Dopo la comparsa di Covid-19 si è sviluppato il dibattito di esperti e accademici per comprendere se l’origine del virus fosse naturale o se risultato da una pratica di laboratorio azzardata: alcuni teorizzano le sue potenziali applicazioni come arma biologica.

Gli agenti classificati nella categoria delle armi biologiche, sono sotto severa regolamentazione internazionale. Nel 1972 per la non proliferazione è stato raggiunto con il BTWC, Biological and Toxin Weapons Convention il divieto dello sviluppo e produzione di armi biologiche.

La capacità pandemica di SARS CoV 2 ha già dimostrato la sua letalità e nonostante gli sforzi internazionali, rappresenta ancora una minaccia. Le evidenze dimostrano che il virus può divenire una tragica arma di offesa. Pronti da subito ad affrontare con le necessarie contromisure rischi mai così elevati in questi anni di tensioni internazionali, occorre vigilare affinché il virus non cada in mani scellerate e divenga uno strumento di morte e distruzione. Military Medicine, 188, ¾: 531; 2023 – Csaba Bence Farkas, Gabor Dudas, Gergely Csaba Babinszky, Laszlo Foldi